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“Croisé e Effacé”, di Akim Volynskij dal “Libro delle esultanze”, 1925

volynskij   Ciao! Qui è Ioulia.

Desidero farti conoscere Akim Lvovich Volynskij, uno studioso russo del teatro, critico d’arte, teorico e filosofo della danza dell’inizio del XX secolo. La sua visione della Danza è davvero ampia, particolare e curiosa.

Ho tradotto per te uno degli articoli del suo libro… 

 

Nella natura e nella vita quotidiana della gente non ci sono en dedans e en dehors. Nella vita ordinaria a questi due concetti corrispondono e li sostituiscono altri due concetti messi in rilievo con le parole francesi croisé e effacé. Che cos’è il croisé? Questo è uno stato di raggruppamento concentrato di un organo, oppure di un oggetto, in un unico e compatto grumo prima di passare allo stato in cui esso si svolge, si apre. Se raggruppiamo tutte le dita in un pugno viene un croisè. Anche un uccello prima di prendere il volo fa qualche croisé. Tutto questo si effettua incoscientemente, istintivamente in funzione del meccanismo ereditario…

Lo stato di croisé è lo stato di gravidanza con un significato molto ampio di questa parola.
Il giaccio è un croisé. Esso si scioglie diventando acqua – questo è effacé. Ma già la stessa acqua si presenta come un certo croisé per il vapore, ancora più instabile e esteso. Stesso vapore in suo stato concentrato è croisé. Di seguito esso crea l’effacé con il movimento in un macchinario. Il movimento al suo posto, nelle varie forme e misure, diventa in modo alternato sia croisé, sia effacé. Cosi è la catena dei fenomeni naturali. Davanti a noi scorrono con ogni passo, dovunque, due poli, due aspetti, due tipi di azione, entrambi incoscienti.
Prendiamo un semplice esempio dalla natura. Una chiocciola, una volta fuori dal proprio guscio, striscia in avanti portandolo sulla schiena. Senza dubbio uscendo fuori dalla sua conchiglia questa lumaca si srotola per farsi vedere al mondo. In qualche senso lei è en dehors.  Questo però non quel en dehors che noi vediamo sul palcoscenico, sempre consapevolmente guidato, ma qualche altra sua variante  minuta di percezione e per questo presentata come il caso di effacé istintivo. Simile all’esempio precedente anche il movimento di un paguro oppure la reazione del riccio quando estrae i suoi aghi. Tutte questo è effacé ma non è la variante scenica di en dehors nel suo significato corretto sempre ponderato e volitivo.
Tutti i croisè hanno un effetto ipnotico sul pubblico e sull’ambiente, sulla situazione. Raggruppato in una posizione di difesa il gatto provoca la sensazione di orrore nel cane che lo attacca. Una sensazione eccitante si manifesta anche alla vista di un pugno oppure di una mano che impugna l’elsa della spada…

E’ difficile mantenere un croisé nei concreti spazi limitati – cosi irrefrenabile il suo desiderio di aprirsi nel larghissimo effacé. Le tempeste erotiche si presentano come l’alternanza degli stessi effetti, delle stesse folate passionali del croisé trasformate in quelle liberatorie e consolatorie dell’effacé. Se l’effacè, rassicurante e piacevole, non è raggiunto c’è sempre un pericolo di conflitti spietati e versamento di sangue.
Sul palcoscenico classico questi due motivi principali prendono un’altra sfumatura  e il carattere differente. Entrambi sono appercettivi – sia croisé sia effacé – entrambi questi motivi hanno come propria finalità l’estrinsecare il volto (del personaggio) nel suo stato condizionale. Se questo stato è aperto il coreografo lo farà vedere in effacé. Nel caso che il volto sia chiuso, nascosto, raggruppato in se stesso, sprofondato nei propri  abissi segreti, in questo caso il coreografo ce lo mostra nella forma croisé…

Nel balletto il croisé e l’effacé li troviamo ovunque. Ogni posizione, ogni posa del corpo o di qualche sua parte si presenti in modo definito: essa può essere un concentrato energico oppure un dolce scioglimento sollazzante allo sguardo, quasi uscito da un quadro pittoresco…

Diversi tipi di esultanze si alternano e si trasformano una nell’altra: l’esultanza apertamente gaia e meravigliosamente dolce e l’esultanza dell’estasi nascosta e profondamente passionale.

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