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“Classico VS Moderno” di Darian Volkova.

jxIHGzVX14[1]  Desidero ragionare un po’ sul paragone tra la danza classica e quella moderna. Intorno a questo argomento c’è un mare mosso di critiche e calde discussioni.
Si dice che la base, senza dubbio, è il classico e che il moderno e le nuove tendenze sono il nostro futuro. Tuttavia troviamo dichiarazioni che la danza classica è noiosa ed ormai fa parte del passato. Non voglio discutere che cosa sia meglio o peggio, vi racconto una metafora.

Io pratico sia la danza classica che moderna. Una volta ho tracciato una linea di ragionamento la quale mi ha fatto gioire restando nella mia mente. La danza è un genere di religione. Ho diviso la classica e quella moderna anch’esse in due religioni.

La danza classica – cristianesimo, dove ci sono regole e leggi prestabilite da seguire, e che funziona solo in questo modo. Questa religione ha proprie cattedrali e, la cosa più importante, c’è la punta, la cima cioè l’ideale del danzatore perfetto, obiettivo verso il quale cerchi di avvicinarti per tutta la vita tuttavia, praticamente, non c’è la possibilità di arrivare sul più alto gradino della scala. E anche se tu pensi di essere arrivato ci sarà sempre qualcuno più in alto e più illuminato di  te, anche esso però non si trova in cima perche quell’ideale non è raggiungibile. Il percorso, lo sforzo e il duro lavoro del costante miglioramento porta a risultati assolutamente incredibili. C’è anche un dialogo con il proprio essere, uno sguardo dentro di se, ma più che altro per ricaricare le energie per andare avanti.

La danza moderna è il buddismo. Qui è tutto più calmo. Non c’è la corsa con le regole, non ci sono i vincoli, limitati e precisi. C’è la battaglia con le proprie carenze ed i propri difetti, tuttavia con una completa adozione di se stesso. C’è relax ed “espiro – respiro”. Qui c’è tanta aria. Qui c’è la privacy,  la concentrazione e l’analisi del proprio stato d’animo. C’è l’ideale umano e quell’ideale è raggiungibile. Tu puoi essere quello che sei in grado di essere. Qui non ci sono rigidi basamenti d’obbligo e quindi tutto è piuttosto individuale.

Il Cristianesimo e il Buddismo sono entrambe grandi e forti religioni. Ognuna vive la propria vita. Le discussioni qui non sono necessarie, non servono.

Semplicemente ognuno di noi sceglie per se stesso in cosa credere.

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2 Responses to ““Classico VS Moderno” di Darian Volkova.”

  1. Pasquale Tafuri scrive:

    Cara Sofina, che dire una bella metafora.
    Io quando mi capita di vedere i miei allievi stanchi mi appello alla poesie madre di tante creazioni.
    Ama il tuo amor se pur ti tormenta!
    L’occasione mi è gradita per augurarti buona settimana.

    • Giannella Sensi scrive:

      buongiorno,

      anche se insegno entrambi il classico per me è il classico e quando sono ad insegnarlo mi rigenero e non sono mai lezioni monotone e lente. una grande ballerina e amica una volta mi disse: ricordati la lezione di danza classica deve essere sempre danzata senza, ovviamente, tralasciare l’importanza dello studio della tecnica, la sbarra non può servire se non fosse ballata.
      Parole verissime. io faccio così e nessun allievo lascia la sala senza aver imparato, annoiato e deluso ma solo stanco per aver lavorato fino all’ultoimo secondo. Ho letto quanto hai riportato e devo dire che nessuna delle due “religioni” per quello che c’è scritto è completa e perfetta.

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